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Giovedì 13 dicembre 2007

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Comunicare la sicurezza non è difficile

Comunicare la sicurezza non è difficile. Vi sono mille modi per farlo affrontando mille argomenti diversi, che riguardano la cronaca (purtroppo!), ma anche le scienze, la tecnologia, il diritto, la finanza, la società, la politica ecc., e qualsiasi buon giornalista può ottenere ottimi risultati purché vi dedichi impegno e sappia confezionare il proprio intervento in modo confacente allo strumento per cui lavora. Non vi è nulla di più frustrante del dover constatare, a conclusione di una manifestazione su cui converge il fior fiore di ricercatori, manager, consulenti, tecnici, impegnati nel campo della salute e della sicurezza dei lavoratori, che stampa e TV si sono concentrate essenzialmente sui caschi e i guanti di forma e colore più originali o sulle tute di protezione più avveniristiche.

Sono mancate fino a oggi la sensibilità e la volontà di impegnarsi nella ricerca dei modi più appropriati e degli spazi più adeguati per non svilire il tema e non relegarlo in ambiti marginali, dando per scontato che l’argomento non interessava, non aveva “audience”.
È indispensabile che il mondo dell’informazione sia consapevole della responsabilità sociale che ha nello svolgimento del tema della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro e intraprenda un percorso di sensibilizzazione, che non può guardare soltanto ai dati attuali dell’Auditel.
Del resto, se il profilo sociale e umano non convincono, per i più duri di cuore dovrebbe valere il dato economico del problema: un costo annuo di oltre 40 miliardi di euro.
Gli organi di informazione devono mantenere un livello di attenzione costante sullo stato della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro, come meritoriamente fa Articolo21, che sta sperimentando strade diverse, e non limitarsi a lanciare la notizia della periodica strage che insanguina un cantiere o una fabbrica.
Tante iniziative valide sono state portate a termine nel campo della prevenzione e meritano di essere illustrate perché possono essere d’esempio per altre situazioni simili.
Il percorso sarà pure in salita, ma lo si può affrontare in diversi modi servendosi, oltre che dei tradizionali strumenti del giornalismo, come l’inchiesta, escogitando formule accattivanti in grado di coinvolgere un pubblico sempre più vasto, arruolando personalità della cultura, dell’arte e dello spettacolo, tante delle quali hanno già brillantemente speso immediatezza, fantasia, creatività, ironia a favore di temi di impegno sociale, e che saranno ben contente di scendere in campo seguendo le orme di un testimonial d’eccezione come il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

*Ufficio stampa Ambiente Lavoro

 


 
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