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Bellini:bene responsabilità e prevenzione

di Renzo BELLINI
Segretario nazionale CISL

In questi giorni è stato approvato il Nuovo Testo Unico sulla Sicurezza del lavoro.
Il nostro giudizio è positivo perché rappresenta rilevanti elementi di novità, inoltre in esso si è concretizzato anche l’impegno del Sindacato espresso in questi anni.
Se dovessi scegliere due parole per qualificarlo, per identificarlo, sceglierei Responsabilità e Prevenzione.
Responsabilità, perché il senso che caratterizza l’intero testo è proprio: l’assunzione di maggiori responsabilità condivisa, in un contesto partecipativo, di tutti i soggetti istituzionali, produttivi, sindacali.
Un senso di responsabilità che si è esplicitato a partire dalla modalità di lavoro espressa in una concertazione sia Istituzionale che sociale.

Un senso di responsabilità che si è esplicitato a partire dalla modalità di lavoro espressa in una concertazione sia Istituzionale che sociale.
E’ questo un metodo che dovrebbe essere preso ad esempio in ogni attività di Governo che prevede il confronto con le parti sociali.
Prevenzione perché le norme e gli obblighi contenuti nel testo si caratterizzino proprio per la loro capacità di far agire una vera politica di prevenzione.
Non è vero (come dice Confindustria) che “si è persa un’occasione per un salto di qualità in quanto il testo è focalizzato su un sistema sanzionatorio, inasprito e confuso”.
Penso invece che il testo oltreché essere improntato ad una logica di semplificazione , apra buone opportunità in materia di prevenzione.
Cito alcuni esempi a sostegno di questa tesi:
· La Costituzione di un Comitato nazionale per indirizzare le politiche di prevenzione e per coordinare le attività di vigilanza e Controllo.
· L’ Istituzione di una Commissione Consultiva con il compito (tra gli altri) di elaborare procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi, di validare le buone prassi e di definire sistemi di qualificazione delle imprese.
Sono due strumenti che garantiranno: una maggior efficienza ed efficacia nella lotta al lavoro illegale, una migliore trasparenza nelle gare di appalto, una omogeneità nei comportamenti su tutto il territorio nazionale.
· Il Sistema Informativo , che attraverso la messa in comune delle banche dati, garantirà il monitoraggio degli infortuni e delle malattie professionali al fine di poter indirizzare in modo efficace e puntuale la vigilanza ma anche lo studio delle cause e delle evoluzioni epidemiologiche.


· Il Sistema formativo rivolto a tutti i lavoratori, imprese e rispettivi rappresentanti.
Inoltre, per far evolvere una maggiore cultura della sicurezza viene introdotta una formazione specifica nell’educazione scolastica perché è lì che si formano i futuri cittadini con le loro future responsabilità negli ambiti produttivi, istituzionali e sociali.
· Il Sistema di rappresentanza sindacale che vede aumentata la sua presenza, agibilità e competenza garantendo la sua funzione di prevenzione e tutela in ogni luogo di lavoro, senza più vuoti nel sistema di rappresentanza. .
A supporto di tale modello di certezza è stata disposta la costituzione di un Fondo a sostegno della piccola e media impresa, degli RLST e degli organismi paritetici intesi come nuove strutture di assistenza.
· Il processo di valutazione dei rischi e il relativo documento come principali ed essenziali compiti che il datore di lavoro deve svolgere per assolvere al prioritario obbligo di prevenzione e tutela anche su rischi particolari come quelli collegati allo stress-lavoro correlato, alle differenze di genere, all’età e alla provenienza da altri paesi.

Sono esempi significativi utili a dimostrare l’idea di prevenzione che caratterizza il Nuovo Testo Unico in cui inoltre si riconosce ampiamente il ruolo delle parti sociali in molte aree considerate .
(indirizzo e valutazione delle politiche di prevenzione, sistema informativo e formativo, attività promozionali, appalti, intervento nel processo penale).
Fatta la legge evidenziata la sua positività, non bisogna ora pensare che il lavoro sia concluso e che automaticamente avremmo una drastica riduzione degli infortuni, dei morti, delle malattie professionali.
Non bisogna assolutamente rilassarsi ed “abbassare la guardia”.
Il lavoro deve continuare verso la sua corretta applicazione, gestione e miglioramento ad esempio sull’utilizzo delle risorse pubbliche (INAIL), così come bisogna continuare l’opera di sensibilizzazione nella società affinchè la cultura della Sicurezza e l’Etica delle responsabilità caratterizzino il nostro agire quotidiano.
Per questo CGIL - CISL – UIL hanno scelto di caratterizzare la giornata del 1^ Maggio sui temi della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Lo facciamo perché il 1^ maggio non è mai, solo una giornata di festa, in quel giorno il mondo del lavoro porta nelle piazze la sua volontà di emancipazione da una condizione di subalternità e precarietà, per affermare invece i suoi diritti di cittadinanza e di dignità.
Diritti che hanno come presupposto fondamentale la possibilità di lavorare in condizioni che garantiscono la salute psicofisica delle persone in ogni luogo di lavoro.
Siamo inoltre abituati a citare con orgoglio la nostra Costituzione là dove si afferma che la nostra Repubblica è fondata sul lavoro.
La nostra Costituzione va ben oltre. Essa sancisce il diritto: alla salute psicofisica, alla professionalità, alla personalità, alla solidarietà, all’uguaglianza.
Sono principi bellissimi che purtroppo faticano ad imporsi nella realtà quotidiana.
Realtà che invece il più delle volte si presenta attraverso una svalorizzazione: del lavoro, del senso della vita, della persona.
Gli infortuni, i morti, le malattie professionali sono lì a testimoniare questa cruda verità che interpreta la persona alla stessa stregua di qualsiasi strumento tecnico da utilizzare nel ciclo produttivo “come se le forze materiali venissero dotate di vita spirituale e l’esistenza umana avvilita a forza materiale”.
Per questo l’attività contrattuale deve porre al centro, della discussione sull’Organizzazione del lavoro, la persona e la sua tutela psicofisica individuando buone prassi e buone pratiche che vadano oltre gli obblighi di legge, alimentando l’idea che sono obiettivi su cui investire e non costi su cui risparmiare.
Bisogna essere più che mai convinti che è possibile vincere la lunga sfida per vivere bene il lavoro e che lavorare in sicurezza si può e si deve. 






 
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