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Giovedì 13 dicembre 2007

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Una rabbia impotente

di RaS

“ Quello che è accaduto alla ThyssenKrupp di Torino è il frutto di una ristrutturazione e, secondo me, è qualcosa che va oltre la Thyssen. Qui si è avuto un esito drammatico.” Parla Giorgio Airaudo segretario provinciale Fiom Cgil di Torino. “Noi siamo di fronte a aziende che ormai ogni tre o quattro anni ristrutturano e, dentro un’ idea di mercato e di competizione,  lavorano a ridurre i costi e gli investimenti. La cosa che servirebbe è che le ispezioni avvenissero ovunque anche nelle grandi e medie imprese dove si pensava che non ci fossero problemi. Va benissimo il lavoro che fanno in edilizia ma c’è probabilmente bisogno, visto il carattere che ha preso la competizione, che ci siano ispezioni anche in settori che si pensava fossero esenti da questi rischi.”
D.: Si può dire che c’è stato un calo di tensione da parte del sindacato sul tema della sicurezza?
R.: “Questo non vale per quell’azienda né in generale. Il sindacato è in crisi. Non lo scopriamo su questo episodio.  Il sindacato ha perso potere e parliamo di tutto il sindacato, anche di quello di fabbrica. E  i sindacalisti in fabbrica, quei poveri ragazzi che volontariamente con un po’ di permessi sindacali fanno i delegati sindacali, fanno quel che possono. È miracoloso come migliaia di delegati sindacali riescano ancora oggi a esercitare un ruolo nonostante la perdita di potere, nonostante la globalizzazione, imprese che ti dicono “o così o me ne vado”. Immaginiamo una discussione di questo genere in una fabbrica che ti annuncia la chiusura e devi gestire 400 ricollocazioni.
Se mi chiedo se in questa vicenda si è fatto tutto il possibile è ovvio che non posso dire che si è fatto tutto. Bisognerebbe far di più. Deve far di più anche il sindacato. Però se tu lasci i lavoratori ricattabili sul mercato del lavoro, sul salario, sul rischio di perdere il lavoro non è che poi hai potere contrattuale. Se vuoi ricostruire le condizioni perché il sindacato ritrovi il suo potere contrattuale, devi avere orari giusti quindi non lasciare i lavoratori esposti al superlavoro e cioè agli straordinari, devi avere contratti certi che stabilizzino e devi avere salari dignitosi. È solo un’invenzione politica, di chi cerca di sfuggire alla crisi del sindacato, quella di chi dice che si è forti perché si è istituzione. Alle multinazionali sai che gli frega che sei istituzione.”
D.: Da tempo ormai non c’è più da parte del sindacato pressione sui mezzi di comunicazione di massa perché il tema del lavoro e del modo in cui è organizzato ritrovi una sua centralità nello spazio pubblico e con esso una continuità di discorso sulle morti sul lavoro.
R.: “Questo non va detto a noi metalmeccanici. Siamo in campo nonostante tutti anche in polemica con molti. Forse non ha idea di quanto ci ferisca questa vicenda quale rabbia ci susciti. Abbiamo dichiarato in un’ora, unitariamente, 8 ore di sciopero per lunedì. Ci sarà un unico striscione che dice “Basta”. Rispondiamo con uno sciopero. Insomma noi ci proviamo ancora.”

RaS

 

 


 
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