di Elisabetta Reguitti
“Noi rivendichiamo di poter beneficiare di una parte del <tesoretto> dell’Inail. L’avanzo complessivo dell’istituto attualmente ammonta a 13 miliardi di euro. Poter beneficiare anche solo parzialmente di una quota per noi significherebbe migliorare le prestazioni di coloro che “rimangono”, di chi è vittima di un infortunio”. Pietro Mercandelli presidente nazionale dell’associazione mutilati e invalidi sul lavoro (Anmil) anticipa i contenuti della 57 esima edizione della giornata nazionale in programma domenica 14 ottobre a Torino.
Bari 8 ottobre 2006, Torino 14 ottobre 2007 cos’è cambiato in questi 12 mesi?
Direi che complessivamente è cambiato l’atteggiamento. L’attuale Governo sta svolgendo una concreta attività di contrasto al lavoro nero intensificando i controllo rivolti a situazioni di lavoro irregolare. Entrambi rappresentano terreno fertile per l’insicurezza dei lavoratori più facilmente e frequentemente vittime di gravi incidenti. Ciò che è cambiato meno è l’aspetto della tutela delle vittime.
Quali sono le priorità per gli iscritti alla vostra associazione?
Un esempio su tutti è rappresentato dalla necessità di un adeguamento delle tabelle di indennizzo del danno biologico attualmente ferme alla stesura del 2000. Non nascondiamo le nostre aspettative affinché questa procedura di aggiornamento venga inserita in Finanziaria. Un secondo aspetto di altrettanta rilevanza è il superamento del divieto di cumulo tra l’indennizzo fornito dall’ Inail e la pensione di inabilità elargita dall’Inps. Più chiaramente riteniamo prioritario consentire alle vittime degli infortuni sul lavoro di poter beneficiare di entrambe i sostegni economici. Cosa che nel 2000 è stata superata nei confronti dei familiari e dei superstiti che possono disporre sia degli indennizzi Inail che della pensione di reversibilità dell’Inps. E non stiamo parlando di cifre astronomiche. Vuole un esempio? Io stesso sono stato vittima di un grave incidente sul lavoro. All’età di 19 anni ho subito l’amputazione del piede sinistro e la perdita della capacità lavorativa del 50 per cento. All’età di 63 anni la mia rendita, rapportata alla retribuzione di allora e considerando le varie rivalutazioni, ammonta a 373 euro.
Da un punto di vista prettamente economico come si potrebbero migliorare le prestazioni delle vittime?
Noi rivendichiamo di poter beneficiare di una parte del “tesoretto” dell’Inail. L’avanzo complessivo dell’istituto attualmente ammonta a 13 miliardi di euro. Poter beneficiare anche solo parzialmente di una quota per noi significherebbe migliorare le prestazioni di coloro che “rimangono”, di chi è vittima di un infortunio e che, dalla mattina alla sera, deve confrontarsi con una vita del tutto diversa e non sicuramente migliore della precedente.
Dopo anni di discussione l’esecutivo ha tagliato il traguardo del Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro…
Il testo unico rappresenta un importante punto di partenza per svolgere un’azione coordinata di prevenzione agli infortuni. E’ la realizzazione della volontà di perseguire con sistematicità un politica rivolta alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Uno degli aspetti innovativi è rappresentato anche dalle precise indicazioni relative all’inserimento nei percorsi scolastici della materia salute e sicurezza. Gli esponenti della nostra associazione, che riunisce 470 mila iscritti, da anni svolgono un’attività di incontro con gli studenti delle scuole medie e superiori ma “codificare” la sicurezza lavorativa significa sensibilizzare gli studenti di oggi e lavoratori di domani.
Sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della sicurezza nei luoghi di lavoro significa anche istituire campagne attraverso i mezzi di comunicazione?
Certamente ma il problema è che è più semplice fare una campagna di sensibilizzazione attraverso le televisioni locali che nei canali Rai. Anmil dispone di una serie di cortometraggi realizzati da registi e autori che nel corso degli anni hanno partecipato al nostro concorso nazionale “Corto sicuro”. Bene queste opere vengono poco utilizzate mentre, al contrario, potrebbero essere un efficace e utilissimo veicolo di trasmissione di messaggi finalizzati ad una maggiore sensibilizzazione a questi temi.
Lei è presidente nazionale dell’Anmil da ben 14 anni ed è al suo terzo mandato. Cosa prevede per il futuro?
Il futuro prossimo è rappresentato dalla giornata nazionale del 14 ottobre che, speriamo, potrebbe riservare novità a livello di decisioni prese dal Governo. Per quanto mi riguarda celebrerò anche l’edizione 2008 della giornata nazionale guardando con molta attenzione al congresso nazionale che si terrà a fine ottobre dell’anno prossimo. Un importante appuntamento durante il quale potrebbero delinearsi anche nuovi scenari presidenziali per l’Anmil affidati a forze nuove e più giovani.