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Giovedì 13 dicembre 2007

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Sicurezza sul lavoro: testo unico strumento di civiltà per tutti

Sicurezza sul lavoro: il governo ha messo mano a una complessa materia e questa mattina ha approvato un Testo Unico teso a razionalizzare, coordinare, semplificare gli interventi. Il cammino non è stato semplice: l’’eccessiva stratificazione di fonti diverse ed eterogenee, succedutesi negli anni ha reso difficile il percorso della normativa ma con tale nuovo strumento la strada da percorrere in materia di prevenzione e sicurezza sarà sicuramente in discesa.

E’ stata apprezzabile, nel cammino della nuovo testo, la sinergia tra le istituzioni: ministeri del Lavoro e della Salute e le Regioni nonché la concertazione con le parti sociali. Elemento innovativo della normativa, insieme al coordinamento e alla semplificazione, è l’uniformità della tutela estesa a tutto il territorio nazionale e a forme di lavoro emergenti: si estendono i campi relativi alla salute e la sicurezza, indipendentemente dalla qualificazione dei rapporti di lavoro subordinato. Lavoro flessibile, autonomo, contratti interinali entrano a far parte a pieno titolo della nuova normativa. Così come sono considerate tutte le categorie di lavoratori: precari, extracomunitari, contratti atipici, etc.) con una particolare attenzione a lavorazioni particolari e alle imprese di piccole dimensioni e a quelle in subappalto, maggiormente interessate dal fenomeno infortunistico. Una considerazione va spesa per tali ambiti di attività in quanto meno inclini a formare il lavoratore in materia di prevenzione e informarlo sui rischi cui può essere sottoposto. Se si pensa che l’85 per cento dei casi mortali avviene proprio in imprese con tale tipologia, si può comprendere appieno la dimensione del fenomeno.

Il Testo mostra significative caratteristiche di discontinuità con il passato. Con esso viene modificato il quadro normativo esistente, oltre che per gli elementi elencati, anche per il rispetto e il recepimento delle normative comunitarie: un insieme di disposizioni che ci mette al passo con l’Europa. Si pensi, ad esempio, alle politiche premiali che andranno a vantaggio delle aziende che sapranno ridurre in modo consistente gli infortuni nelle proprie attività. Investire in prevenzione favorendo gli adeguamenti tecnologici deve essere considerata un’opportunità e non più un obbligo cui adempiere. Si potrebbe iniziare a ragionare sulla “Responsabilità sociale dell’impresa” come capacità di questa ad applicare quei dispositivi di sicurezza atti a ridurre drasticamente incidenti e malattie professionali. Verrà anche valorizzato il ruolo della bilateralità quale necessario supporto ai datori di lavoro per l’adempimento degli obblighi di sicurezza e per migliorare le tutele negli ambienti di lavoro, grazie anche alla formazione continua.

Il ministero della Salute può giocare un ruolo fondamentale nel fornire indirizzi specifici in tema di medicina del lavoro. Gli stessi medici di famiglia possono essere attori di una profonda trasformazione nel campo della prevenzione ricostruendo la vita lavorativa dell’assistito con le possibili correlazioni tra attività svolte e patologie lamentate. Altro passo in avanti compiuto con il Testo attiene a una nuova definizione dei requisiti e delle funzioni delle figure preposte al controllo della sicurezza e salute in azienda onde eliminare quella sorta di ambiguità, costituita da una non chiara definizione dei medesimi nei rapporti con il datore di lavoro. Ultimo, ma non meno importante tassello della materia innovata riguarda la formazione, materia che sarà prevista nei programmi scolastici e universitari, così da costituire un elemento essenziale di prevenzione e tutela volto alla sensibilizzazione e alla informazione delle giovani generazioni.

*Sottosegretario alla Salute

 
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